Bannato o penalizzato? Le punizioni di Google

Scritto il | 11 maggio, 2009 | No Comments

Abbiamo creato un sito Web meraviglioso, pieno di contenuti e graficamente eccellente, decidiamo di indicizzarlo sui motori di ricerca (cioè su Google), lo ottimizziamo per farlo apparire nei primi risultati di ricerca e dopo circa un paio di mesi, eccolo lì in prima pagina. Le visite non mancano, il sito acquista sempre più visibilità e poi… da un giorno all’altro scompare dalla SERP, anzi di più, Google sembra non conoscerlo più!

Ciò che accade è semplice da spiegare: i motori di ricerca per garantire un servizio di qualità, ovvero per far sì che le ricerche siano il più precise possibile e semanticamente attinenti, puniscono tutti i comportamenti sleali (a volte sbagliando, purtroppo) compiuti per il solo scopo di far apparire il sito nei primi posti delle SERP. Tanto per fare un esempio: un sito che tratta di ricette per cucina e che al suo interno “nasconde” contenuti di carattere diverso riesce ad apparire nelle prime posizioni anche per ricerche non attinenti al mondo della gastronomia attraendo (raggirando!?!) visitatori, pertanto viene punito, cancellato o penalizzato dai motori di ricerca.

Studiando il funzionamento del principale motore di ricerca, Google, possiamo analizzare più compiutamente l’argomento penalizzazioni (in senso lato), distinguendo innanzitutto tra i concetti di ban e di penalizzazione SEO (in senso stretto), fondamentali per capire gli effetti pratici sul posizionamento del sito.

Un sito web si dice bannato quando viene rimosso completamente dai risultati del motore di ricerca. E’ un caso limite che avviene a seguito di gravi violazioni alle linee guida del MdR: link e testi nascosti, spam, innaturali scambi di link, tecniche di cloaking e di redirect non concesse.

Un sito, invece, viene penalizzato quando è presente con almeno una pagina all’interno degli indici di Google, ma viene “retrocesso” nei risultati delle SERP. Ci sono infatti varie forme di penalizzazione (-30 penality, -950 penality, etc.) e di solito la maggior parte di queste vengono scovate grazie ai sistemi antispam.

Il confine tra ban e penalizzazione scaturisce dalla gravità delle violazioni consciamente o inconsciamente commesse.

Una volta accertata la penalizzazione è bene procedere immediatamente ad una revisione del sito per identificare le cause che potrebbero aver compromesso l’indicizzazione. Più in particolare bisogna accertarsi che ci siano link interrotti e pagine non raggiungibili e che la sitemap sia aggiornata e coerente con le reali pagine on line.; verificare di non aver inserito troppi link nella stessa pagina, testi nascosti e ripetizioni forzate di parole chiave; controllare di non essere legati, in entrata o in uscita, a siti “canaglia”, ovvero a siti spam, già bannati o fortemente penalizzati da Google.

Quando accade di essere bannati è possibile inviare a Google, una volta “ripulito” il sito da tutto ciò che ha portato alla penalizzazione, una richiesta di riconsiderazione per chiedere di essere riammessi negli indici. Per rientrare invece da una penalizzazione, è sufficiente effettuare una revisione del sito e attendere che sia Google stesso, attraverso i suoi sistemi automatici, ad accorgersi delle modifiche e a posizionare nuovamente il sito come merita.

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