Internet ha cambiato il nostro modo di pensare? (1)

Scritto il | 2 febbraio, 2010 | 5 Comments

Ogni anno la rivista online Edge propone a scienziati, filosofi e uomini di cultura latu sensu un argomento di discussione e riflessione da sviscerare e analizzare. Il quesito di quest’anno è: l’utilizzo della rete ha cambiato il modo di pensare degli uomini?
Di seguito gli abstract di alcuni contributi.

Kevin KellyGiornalista e cofondatore Wired

Sappiamo bene che l’uso della tecnologia influisce sul nostro cervello. La capacità di leggere e scrivere è uno strumento cognitivo che cambia il modo in cui elaboriamo le informazioni. Quindi, se saper leggere e scrivere può cambiare il nostro modo di pensare, immaginate quanto il nostro cervello venga modificato da internete dalle 10 ore al giorno che passiamo davanti al PC.

Il Web è la mia carta e la penna, sono diventato più bravo a raccogliere informazioni. Ma la mia conoscenza è più fragile. Per ogni informazione che trovo c’è qualcuno pronto a dire il contrario. Ogni dato ha il suo antidato. Non ho più certezze. Invece di affidarmi a un’autorità, sono costretto a crearmi le certezze, non solo sulle cose che mi interessanto ma su tuttoquello che leggo.
In generale quindi mi capita di presumere sempre più spesso che quello che so è sbagliato. Un atteggiamento ideale per uno scienziato. La capacità di accettare l’incertezza è uno dei cambiamenti che ho subito.

L’incertezza ha dei tratti in comune con la liquidità, e ora anche il mio modo di pensare è più liquido. Non è statico, è fluido come una voce di Wikipedia. Cambio opinione più spesso. I miei interessi nascono e muoiono rapidamente. Sono meno interessato alla Verità e sempre più interessato alle verità.

Richard DawkinsBiologo evoluzionista

Il Web è un’invenzione geniale, uno dei traguardi più alti raggiunti dalla specie umana. La sua qualità migliore è quella di non essere stato creato da un singolo genio, nè da una grande azienda, ma da una comunita anarchica composta da singoli e gruppi sparsi per il mondo. Le sue dimensioni sono sovraumane.
Internet è una rete che nessuno ha mai progettato, che è cresciuta in modo organico ma casuale, secondo princìpi non solo biologici ma specificamente ecologici.

L’inaspettata unificazione mondiale che il Web sta realizzando somiglia all’evoluzione del sistema nervoso degli animali pluricellulari. Una certa scuola di psicologia potrebbe considerarla il riflesso dello sviluppo della personalità dei singoli individui.

Douglas CouplandScrittore

Internet mi ha fatto accettare un livello di onniscienza che dieci anni fa era impensabile. A volte mi chiedo se Dio non si annoi a sapere tutte le risposte. Internet mi costringe a capire chi sono davvero e cosa c’è di unico in me, e naturalmente in chiunque altro. E questo mi piace.

Clay ShirkyRicercatore

E’ troppo presto per capire se internet ha cambiato i nostro modo di pensare. I cambiamenti profondi si manifesteranno solo quando nuove forme culturali regoleranno quello che può fare la tecnologia.
L’influenza principale di internet sul nostro modo di pensare si rivelerà solo quando agirà sull’ambiente culturale, non solo sul comportamento dei singoli utenti.

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Commenti

5 Responses to “Internet ha cambiato il nostro modo di pensare? (1)”

  1. Paolo Beneventi
    febbraio 4th, 2010 @ 09:42

    Purtroppo non c’è solo internet. E nel momento in cui la tecnologia ci offre strumenti facili e potenti per comunicare e condividere, la società e la politica sempre più sembrano rifiutare il dialogo e il confronto. E’ più evidente in Italia, ma è una tendenza generale in tutto il mondo, dove aumentano intolleranza, integralismo e conflitti dovuti essenzialmente alla mancanza di comunicazione.
    No, la rete non ha cambiato per ora il nostro modo di pensare, e non lo cambierà nemmeno in futuro, se alle nuove generazioni non si mostra un modo meno idiota e consumista di usarla. In un mondo come quello attuale, da soli certo non imparano!

  2. Gianfranco Podetti
    febbraio 4th, 2010 @ 10:10

    Se ci affidiamo ad internet per migliorare la comunicazione privata e pubblica sbagliamo di grosso.
    Internet è uno strumento, non la panacea.

    A mio parere la rete ha modificato il modo di pensare degli uomini, forse non lo ha migliorato (o almeno non ancora), ma certamente il mondo del lavoro, dell’intrattenimento, le dinamiche sociali hanno subito dei cambiamenti sostanziali ed evidenti.

  3. LiveNet
    febbraio 4th, 2010 @ 10:16

    Il bello di internet è forse proprio questo, la sua indefinibilità. Per riprendere Kelly, la fluidità.
    Non possiamo racchiudere internet entro limiti ben precisi, bensì la rete influisce su ogni individuo in maniera univoca e totalmente personale.

    A qualcuno internet ha cambiato la vita, di conseguenza è normale che a costore abbia anche cambiato il modo di pensare.

    Per altri internet è un semplice strumento, come la TV, il giornale, la lavatrice o l’automobile.

    Ci sono poi quelli che odiano la rete, la realtà virtuale, tutto ciò che costringe (?) le persone a stare in casa. Ma anche questi per il solo fatto di prendere in considerazione la potenza di internet hanno – seppur in forma minima – modificato la percezione che hanno del mondo e della società.

  4. Paoletto
    febbraio 8th, 2010 @ 16:18

    Internet ha modificato il nostro modo di pensare? Ma certo!
    Internet ha modificato il nostro modo di lavorare? Si, eccome!
    Internet ha modificato la società? Di nuovo bisogna rispondere affermativamente!

    Per averne la prova basterebbe “spegnere” internet per una settimana.. sarebbe una catastrofe economica, politica e sociale.

  5. Danilo Pontone
    febbraio 9th, 2010 @ 09:30

    Probabilmente rischierei solo di essere ripetitivo su mille cose che vengono o possono essere dette su Internet.

    Mi piace molto il pensiero di Kevin Kelly e Clay Shirky. Il primo lo vede un modo per cercare sempre la risposta giusta. Il secondo ha ragione nel dire che il cambiamento nel modo di pensare lo si avrà quando cambieranno gli atteggiamenti a livello culturale, cosa che però non avviene ancora in Italia.

    Concludo con l’ormai emblematica frase “Internet for peace”.

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